Futuro, concetti, prospettiva.

Concetti e questioni sul prossimo futuro, ricerche, invenzioni che ci preparano a nuovi comportamenti ed idee a cui stiamo già sognando.

   

    

   

03/07/2010

 

Il Giappone a Milano, una tecnologia emozionale

   

   

La sessione 2009 della Triennale di Milano ha dato una spazio importante al Giappone. Ne è uscito un inno alla leggerezza raremente raggiunto nel passato. Due mostre erano dedicate alla scenografia di Kenya Hara; la prima, la “Tokyo Fiber Senseware” rendeva partecipe della sua sperimentazione sui materiali di nanofibre in cerca di applicazioni e di grandi nomi, dell’arte dell’architettura e del design. Qui gli oggetti del futuro grazie alla loro mobilità ci appaiono come viventi. La seconda mostra, la “Japan Design Selection” è una concezione più quotidiana di oggetti che facilitano la vita, che lasciano intravedere dei nuovi mezzi per comunicare, spostarsi e lavorare. Ritorno su qualche idea visionaria…

Sara-Aurel Delac

 

Photo up: central, textile silhouette with heart beats, Fiber Being, Yasuhiro Suzuki design - production Toyobo; on the left, sofa with a flexible and retractable back, Moshi-Moshi, Antonio Citterio design - production Asahi Kasei Fibers; on the right, the extremely light and thin Carbon Fiber Chair, Shigeru Ban design - production Teijin. DR, courtesy Tokyo Fiber Senseware exhibition on nanofiber technology.

       

        Photo down : ergonomic mouse pad, Dimpgel Ex, Ryoko design, production Elecom; one piece slippers, Naoca, Naoko Hirota design, production Hirota Design Studio; Powered Voice, Soken Hiroshima design - production Molten Corporation. DR, courtesy Japan Design Selection.

   

    

    

    

12/05/2010

     

Le laboratoire, macchina dei sogni

               

 

Photo DR, courtesy Le laboratoire.

               

Il futuro puo' concretizzarsi...ora!. Questa è la proposta dell'evento ospitato nell'inusuale spazio parigino "Le Laboratoire". Scienziati ed artisti si riuniscono ad architetti, l'agenzia R&Sie(n) diretta da François Roche, per dare un'orientazione di quello che porebbe essere il concetto di programmazione per singoli abitanti se solamente potessimo cogliere l'informazione del loro linguaggio intimo. Insomma, la questione è di poter capire cosa comunica il corpo e di leggere dentro gli affetti, definiti da Ippocrate "gli umori". Per i visitatori è un gioiso esperimento da vivere sino al 16 Maggio.

Laure Carsalade